CHIEVO – JUVENTUS 1-2

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Una maledizione. Questa volta, ed è la quinta, non c’è neanche da prendersela con gli arbitri. Il Chievo gioca bene, per un tempo tiene testa alla Juventus, ma alla fine perde: 2-1. E il destino che gli scherzi li sa fare e bene, vuole che a pareggiare il gol su rigore di D’Anna sia Legrottaglie, il ragazzino biondo che Del Neri ha cresciuto, trasformato in campione e consegnato a Lippi. Il gol che spezza le gambe è di Trezeguet, un campione ritrovato che però scivola male, si tiene la caviglia e la guarda terrorizzato. Poi esce per una contrattura alla gamba destra: mercoledì c’è la Champions League, la Juve, come voleva, ci arriva in testa alla A a punteggio pieno, insieme alle altre quattro grandi favorite, ma vorrebbe anche arrivarci con l’attaccante a disposizione.

La conferma arriva subito: questo Chievo gioca come i grandi, bello a vedersi e facile a trovarsi come l’anno scorso, due anni. Se qualcuno pensava che senza Legrottaglie, Corini, Lupatelli e Luciano Del Neri perdesse tecnica e posizioni in classifica, si sbagliava. Il Chievo gioca a pallone, a viso aperto e tutto in avanti. Osa più del solito e più del previsto, Del Neri ed il motivo lo conosciamo: schiera le tre punte, Sculli, Amauri e Cossato, anche se il primo torna spesso indietro. Difesa a quattro e centrocampo a tre con Morrone per Baronio a centrocampo. Va, subito forte verso la porta con un ispiratissimo Santana, che fa la spola tra destra e sinistra e ovunque semina panico e distribuisce cross. Un Amuari che di testa le prende tutte e Sculli che è della Juve e vuol fare bella figura, che gioca a tutto campo e si procura il calcio di rigore (per un abbraccio in area di Camoranesi) che D’Anna trasforma al 21′.

E’ la sberla che serviva, l’affronto che risveglia l’orgoglio. In cinque minuti la Juve pareggia: punizione di Camoranesi e stacco di Legrottaglie. E’ un gol dolce e amaro, che chiude un primo tempo bellissimo. Il Chievo disinvolto inizia a cedere, la Juve invece esce tutta, sicura, determinata e a tratti molto bella con quel 4-2-3-1 che quando vuole diventa spettacolare oltre che produttivo. Il sinistro di Trezeguet (su cross di Zambrotta, Lanna di testa non ci arriva) al 4′ della ripresa fulmina Marchegiani ma non solo lui. Del Neri però non si arrende, anzi, ci riprova con Zanchetta e Pinilla per Sculli e Amauri, poi Pellissier per Morrone. Il cileno ha sui piedi la palla del pareggio, ma si imbatte nell’esperienza di Buffon. Nedved colpisce un palo pieno. Del Piero conferma di essere in forma e ispirato e alla fine porta a casa una barca di applausi. Davids, invece, resta il problema, nervoso e senza contratto: gioca i primi ventuno minuti di questo campionato (entra per Camoranesi che invece ha ritrovato la forma e il posto, ma torna a casa con una contusione alla tibia della gamba destra), ma li macchia subito con un giallo, il primo “italiano”, per un’entrata su Pellissier nella quale rischia anche di lasciare il ginocchio.

Reti:
21′ p.t. D’Anna rig. (Chievo)
26′ p.t. Legrottaglie (Juventus)
03′ s.t. Trezeguet (Juventus)

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